La Baia di Ieranto è una delle 8 meraviglie marine del mondo: la BBC la incorona per il 2026
La baia di Ieranto, baia nascosta della Costiera Sorrentina Amalfitana conquista i giornalisti della BBC e scala le classifiche internazionali.
C'è un angolo segreto della Campania che il mondo ha finalmente scoperto.
Si chiama Baia di Ieranto — dal greco ieros, "luogo sacro" — e si trova nel comune di Massa Lubrense, in provincia di Napoli, incastonata nell'Area Naturale Marina Protetta di Punta Campanella, proprio di fronte ai celebri faraglioni di Capri.
Quest'anno, un team di giornalisti della BBC l'ha inserita nella classifica delle 8 meraviglie balneari del mondo per il 2026: un riconoscimento prestigioso, assegnato ogni anno ai litorali più straordinari del pianeta.
A motivare la scelta è stata la giornalista Eva Sandoval, con parole che catturano perfettamente l'anima di questo luogo:
«La maggior parte dei turisti che visitano la Costiera Amalfitana immagina spiagge sabbiose, salvo poi scoprire che le sue coste sono rocciose e disseminate di ciottoli. Per me, è proprio questa natura selvaggia il suo fascino».
Ieranto non è una spiaggia per tutti. Per raggiungerla bisogna percorrere un sentiero di 2,5 chilometri che parte dal borgo di Nerano: la salita è ripida, ma la ricompensa è, nelle parole della BBC, «un panorama sublime di acque blu inchiostro, scogliere verdi e cielo ceruleo». Un consiglio: portate acqua e partite presto.
Un luogo di leggende e natura incontaminata
La Baia di Ieranto non è solo bellezza visiva: è un luogo carico di storia e mito. Secondo la leggenda, fu proprio in queste acque che le sirene tentarono Ulisse con il loro canto, durante il viaggio di ritorno verso Itaca. Un fascino antico che si respira ancora oggi, tra le insenature silenziose e le acque cristalline.
Oggi la baia è un laboratorio naturale dove convivono conservazione ambientale e attività ecosostenibili, grazie al lavoro dell'Area Marina Protetta e del FAI, che ne gestisce l'accesso e la tutela.
Crediti Fotografici: Di Thomas Möllmann - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=554918